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La nostra scuola si muove a partire dalla convinzione che la
persona umana è il perno di ogni azione educativa, il criterio
di verifica e il termine di paragone di ogni intervento
formativo.

La nostra esperienza ci ha confermato nella certezza che, nelle
diverse età e nella specificità di interventi che ciascuna
richiede (vedi POF dei tre livelli di scuola), non c’è cammino
educativo se non nell’aiuto ad ogni personalità a svilupparsi
secondo la sua struttura originale, cioè secondo le sue esigenze
profonde (di verità, di bellezza, di giustizia, di verità).

Per questo abbiamo fatto nostra l’osservazione di Jungmann,
laddove dice che educare è ”introdurre alla totalità della
realtà”, (cioè alla realtà secondo tutti i suoi fattori) come
coscienza, come conoscenza e come amore aiutando il bambino e il
ragazzo a porsi le domande sul senso di tutto ciò che incontra e
a saperne cogliere la positività anche attraverso la convivenza
con soggetti portatori di handicap.
La nostra azione formativa tende perciò, attraverso la
didattica, ad aiutare il bambino e il ragazzo ad avvicinarsi e
ad approfondire la realtà personale, sociale e culturale
guardandola con lo sguardo e il criterio di affronto
comunicatogli dagli adulti che ama (genitori e insegnanti): in
particolare la scuola si assume il compito di aiutarlo a vedere
se e come questo sguardo corrisponde alle sue esigenze profonde.
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